12/02/06

Coito ergo sum

“Vieni con me cara” e le tese la mano, lei docile gli diede la sua, la portò nella cantina di casa …”Serviti, bevi quanto vuoi” le disse mostrando i cartoni di Tavernello che facevano bella mostra di sé negli scaffali, erano il suo orgoglio e la sua gioia, divisi meticolosamente per annate scritte col pennarello nero.
La barbona non credeva ai suoi occhi, sfiorava con la punta delle dita sudice i roseè, i bianchi, il famoso rosso: “Davvero posso Signore?” chiese.
Inorgoglito Haemo disse: “ Si ma solo per questa volta, oggi è il compleanno del mio amico De Pretis e voglio fare un’opera buona”
La poverina si sparò nel gozzo un cartone di bianco poi, fradicia, tentò di sedurre Haemo improvvisando una laida danza, sollevata la gonna ammorbò l’aria rendendola abbaccalata.
“Questo non si fa!” disse l’Umanitario facendo no col dito indice, poi la chiavò.

3 commenti:

Suor Ospizia dell'ordine delle vergini crociate ha detto...

e cavolo le potevi offrire un Brunello d'annata ,almeno si sarebbe tramutata in Jessica Rizzo

Jean du Yacht ha detto...

Eccheccazzo! come è possibile d'ora in poi mangiare baccalà? nemmeno tappandosi il naso, boia faus!

Anonimo ha detto...

Leccalo...