26/02/06

Acquarius

C’era da fare la coda ma pazienza, ne valeva la pena, in sala d’aspetto l’aria di Casta Diva si alternava ad un pezzo di Hard Horror Rock creando sconcerto in chi era li.
Il disagio era palese, qualcuno si teneva nervosamente le mani, altri osservavano di sottecchi i compagni d’attesa, una signora in pelliccia si alzò e se ne andò senza una parola.
In chi restava saliva la curiosità e il tempo passava lento.
“ Dicono che faccia miracoli” pensava De Pretis aggiustandosi furtivo la cravatta, era tanto che voleva provare, fra poco avrebbe saputo.
Finalmente entrò e seppe.

4 commenti:

Jean du Yacht ha detto...

Sembrerebbe (corrige me, o Meistru, se cado in error) l'attesa in coda per entrare a vedere le vasche dell'Acquario (dato il titolo); se così fosse (e non vedo perchè no) il finale dovrebbe essere: Finalmente entrò e SEPPIE.

Haemo Royd ha detto...

Mi sei piaciuto! E' vero!Ho riso di gusto ma purtroppo devo dirti che non è l'acquario ma lo studio di Babuan She Rhajnesh reincarnato, gli è che quella stordita di Marika mette sempre delle musiche a capocchia.
Hai vinto un buono pasto all'ECA.
sempre tuo etc etc

Jean du Yacht ha detto...

Grazie per la precisazione, o Stratosferico, e grazie per il buono pasto all'ECA, che però non riesco a trovare (ho anche provato a LECA di Albenga, peraltro non so nemmeno cosa sia l'ECA virgola cazzo punto esclamativo) sta già passando l'ora di pranzo e la mia fame sta superando quella di Knut Hamsun.

Haemo Royd ha detto...

L'Eca o Ente Comunale D'assitenza era un posto dove, nel dopoguerra veniva distribuita una sbobba a chi aveva fame...non si mangiava male.Ma tu sei ragazzo non puoi ricordare queste cose....
Ricordo che l'aveva inventato il figlio della Petacci di buona memoria.
baci